Duse

IL TEATRO è INUTILE

 
Lettera aperta dei lavoratori al Ministro Bondi - 14 Luglio 2010
Egregio Ministro Bondi,
crediamo di non dover essere noi, dipendenti del Teatro Duse di Bologna, a doverLe ricordare quale funzione svolge un teatro pubblico. Il Duse, teatro pubblico dal 1963, è il luogo dove si sono culturalmente formate intere generazioni di spettatori bolognesi; il Duse è il luogo aperto a quelle compagnie di prosa e di danza che altrimenti non avrebbero spazi per esibire nuovi linguaggi espressivi e generare nuova cultura; il Duse è il luogo dove negli ultimi quindici anni lo Stato ha investito su giovani risorse umane che oggi possono vantare un’alta professionalità ed hanno ancora infinite risorse da investire a favore di questa città e del suo teatro.
 Perché questo teatro, e l’iniziativa pubblica del 7 giugno lo ha confermato, è il teatro di questa città.
 Questo teatro e i suoi lavoratori sono un Suo patrimonio. Non lo butti via.
 L’estenuante attesa di chiare indicazioni da parte Sua sui destini del Duse e dei suoi lavoratori, la contesa, a volte strumentale, di molti soggetti privati che si propongono con improbabili piani gestionali, rischia di devastare questo patrimonio. Di ucciderlo nel silenzio.
 Ministro Bondi, esiste un percorso già intrapreso quando ancora non si parlava della soppressione dell’Ente Teatrale Italiano le cui premesse erano contenute in un accordo siglato il 12 dicembre 2008 dalle Organizzazioni Sindacali con l’Ente Teatrale Italiano che prevedeva l’individuazione di nuove forme di gestione con il coinvolgimento della Regione e degli Enti locali e con la garanzia del mantenimento del dato occupazionale.
 Questi intenti si concretizzarono poi in un primo tavolo di lavoro al quale partecipò il 23 marzo del 2009 il Suo Capo di Gabinetto Nastasi con l’allora sindaco Sergio Cofferati e con gli assessori alla cultura  della Regione e della Provincia.
 Oggi con ancora più forza il Comune di Bologna, la Regione Emilia Romagna, lo stabile regionale ERT, Lega delle Cooperative, Nuova Scena e la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna riprendono i temi fondanti di quei primi atti sui quali si vuole  creare un progetto di rilancio del sistema teatrale non solo cittadino ma anche regionale al cui centro c’è proprio il Teatro Duse .
 Un progetto che, nell’ambito di un quadro istituzionale pubblico, garantisce la funzione di utilità sociale e culturale del teatro e che non necessariamente esclude una sinergia con soggetti privati.
 Sinergia, peraltro, che il Teatro Duse ha sempre curato con grande spirito innovativo e apertura mentale con Fondazioni e imprenditori privati e che da tempo rappresenta un modello di riferimento di gestione pubblica di un teatro.
 E’ notizia di oggi, ad esempio, che la Fondazione Carisbo adotterà nei confronti di diversi soggetti culturali del territorio una forma di impegno economico simile a quella  concordata con il Duse anni fa: non l’erogazione di un finanziamento in forma di sostegno generico, ma l’investimento su precisi progetti di promozione culturale rivolti ai giovani che abbiano un chiaro ritorno di utilità sociale.
 Ministro Bondi, il Sottosegretario Francesco Giro ha dichiarato nel corso di una Sua visita a Bologna il giorno 5 giugno che il Ministero avrebbe sostenuto il teatro “con un finanziamento che oscillerà tra i 500 e i 600mila euro “ e che i fondi “saranno resi disponibili in prospettiva di una riorganizzazione complessiva della struttura resa inevitabile dal ritiro dell’ETI”.
 Rassicurazioni sono state date dal Capo di Gabinetto del Ministero Salvatore Nastasi al Comune di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna e dal suo vice Guarany in occasione del recente incontro avuto con le rappresentanze sindacali a Roma il giorno 7 luglio.
 Ora manca la formalizzazione scritta da parte Sua di questo impegno necessaria a sbloccare la situazione e dare il via al progetto al quale concretamente le Istituzioni locali stanno lavorando e che con forza l’Assessore alla Cultura Mezzetti ha rilanciato non più tardi di lunedì scorso.
 Ogni giorno, ogni ora persa creano un danno economico e di immagine al teatro che sarà difficile recuperare e ingenera nel personale un senso di precarietà sconcertante alimentato anche dal fatto che ad oggi non ci sono in cassa le risorse per pagare i contributi ed i prossimi stipendi.
 I dipendenti del Teatro Duse sono pronti a lavorare ad una prossima stagione che ancora non c’è: questa città non può più attendere e chiede da parte Sua un immediato impegno formale.
       
 I lavoratori del Teatro Duse.

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alt  alt  foto di Roberto Serra

 
7 LUGLIO 2010
COMUNICATO STAMPA Sit-in a Roma davanti al Ministero

Roma, 7 luglio 2010 - Una delegazione composta da una sessantina di lavoratori dell’Ente Teatrale Italiano, tra cui alcuni dipendenti del Teatro Duse di Bologna e i rappresentanti sindacali di SLC-CGIL, Fistel CISL e UILCOM-UIL, hanno dato vita dal primissimo pomeriggio di oggi in via del Collegio Romano presso la sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ad un presidio per ribadire con fermezza la richiesta di non sopprimere l’Ente Teatrale Italiano. L’iniziativa di presidiare il Ministero nasce dall’esigenza di ribadire ancora una volta la volontà di salvare l’unico istituto nazionale di promozione del teatro e della danza in Italia e dall’impossibilità di poter assicurare ai teatri in gestione all’Ente (Teatro Valle di Roma, Teatro La Pergola di Firenze e Teatro Duse di Bologna), soppresso con il decreto finanziario di Tremonti, il normale svolgimento delle funzioni amministrative di base compresa l’erogazione degli stipendi ai dipendenti.

Nel frattempo, è giunta la notizia che la prevista votazione in Senato di un maxi emendamento con il quale l’Ente Teatrale Italiano avrebbe dovuto essere sfilato dalla lista degli Enti da sopprimere, veniva rimandata a data da destinarsi. Se l’emendamento comunque passasse sia al Senato che alla Camera, questo fatto riporterebbe le lancette dell’orologio a prima del primo giugno 2010 ma non risolverebbe comunque la situazione di crisi dei teatri tra i quali il Teatro Duse di Bologna per il quale l’Ente aveva a disposizione la cifra di 600 mila euro l’anno, la metà di quanti ne sono necessari per fare la stagione teatrale.
Quale futuro per il Teatro Duse? Come unire le risorse dell’Ente Teatrale Italiano a quelle previste dal progetto di salvataggio e rilancio che ha messo in cantiere  la Regione Emilia-Romagna? In quali tempi, dato che ormai questa situazione di blocco delle attività rischia di mettere il teatro Duse nella condizione di non riuscire a presentare a settembre una stagione di prosa?
A questi interrogativi continuano a non rispondere il Ministro Bondi né il Capo di Gabinetto Salvatore Nastasi, il quale pur essendo presente al Ministero si è rifiutato di ricevere i rappresentanti sindacali, delegando il suo vice Mario Guarany…
Nel frattempo, il personale del Teatro Duse che ormai vive in uno stato di sospensione surreale e stressante, psicologicamente e professionalmente avvilente, come tutti i restanti dipendenti dell’Ente, non ha la certezza dello stipendio a fine mese ma nemmeno la possibilità di svolgere le sue più elementari mansioni professionali, essendo arrivato dalla Direzione Generale di Roma l’ordine di bloccare tutte le spese di ordinaria amministrazione. Tradotto, questo significa che anche il semplice acquisto dei giornali per la rassegna stampa, della carta, delle penne e la pulizia degli uffici  in questo momento è negato. 

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Grazie di aver partecipato

Grazie a tutti per aver partecipato alla nostra serata! Le foto di Roberto Serra - Iguana Press ed i video messaggi di Alessandro Bergonzoni e Neri Marcorè sono visionabili sulla pagina facebook del gruppo TEATRO DUSE

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7 GIUGNO 2010
IL TEATRO E' INUTILE

Serata di solidarietà per il Teatro Duse

Lunedì 7 giugno, alle ore 20.30, il Teatro Duse di Bologna si apre alla città con una serata completamente gratuita dal titolo “Il teatro è inutile”.
L’evento, fortemente  voluto e organizzato da tutti i lavoratori del Teatro Duse insieme a SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM-UIL , intende richiamare con forza l’attenzione della città e delle sue istituzioni sulla gravità della situazione in cui versa il teatro di via Cartoleria a seguito della recente manovra finanziaria del decreto Tremonti.
Tale decreto ha infatti incluso l’Ente Teatrale Italiano, che gestisce e finanzia il Teatro Duse di Bologna, nell’elenco degli Istituti Pubblici da sopprimere in quanto inutili.
Per lo storico teatro di via Cartoleria – gestito dall’Ente Teatrale Italiano sin dal 1963 e che da allora ha visto avvicendarsi sul proprio palcoscenico tutti i più grandi nomi della scena teatrale italiana – questo decreto potrebbe essere l’inizio della fine.
La città di Bologna e il mondo teatrale italiano sarebbero così privati di uno dei più importanti palcoscenici nazionali.
E’ per questo motivo che i lavoratori del Teatro Duse hanno deciso di organizzare, con le loro forze e le loro risorse, una grande serata di teatro e musica che, sotto il titolo provocatorio ma non troppo di “Il teatro è inutile”, si rivolge a tutta la città di Bologna.
Alla serata, che sarà presentata da Giorgio Comaschi, hanno aderito con tempestività i grandi nomi della scena teatrale italiana.
Tra quelli che hanno confermato la loro presenza ci sono Dario Vergassola, Silvio Orlando, Alessandro Haber, Corrado Tedeschi, Paolo Cevoli, Marinella Manicardi, Fabrizio Macciantelli della Compagnia di Operette Corrado Abbati; i comici Vito e Malandrino & Veronica.
Invece Vittorio Franceschi, Marco Columbro, Elena Sofia Ricci, Gianluca Guidi, Ivano Marescotti, Maria Amelia Monti, Massimo Dapporto, Tullio Solenghi, Ulderico Pesce, Alessandro Benvenuti, Benedicta Boccoli hanno invece inviato per iscritto la loro solidarietà.
Sul palcoscenico del Teatro Duse si alterneranno anche la cantante-attrice Angela Baraldi, Andrea Mingardi, il cantautore Fausto Carpani, il Festa group, Franz Campi e Barbara Giorgi.
Inoltre, come segno di solidarietà con i lavoratori del Teatro Duse, una rappresentanza dell’Orchestra della Fondazione Teatro Comunale di Bologna si esibirà con un repertorio di musica da camera.
In video ci saranno i contributi di Alessandro Bergonzoni e Neri Marcorè.
La serata sarà trasmessa in diretta televisiva da E’tv e in diretta radiofonica da Punto Radio e Radio Nettuno Onda Libera.     
Per tutti coloro che volessero sostenere l’Ente Teatrale Italiano e i teatri direttamente gestiti è possibile firmare l’appello sul sito www.teatroduse.it o www.enteteatrale.it

L’ingresso è gratuito sino ad esaurimento posti.

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